Ragno

A volte il progetto di uno spazio interno può funzionare come la ricetta di un piatto gourmet, complesso e insolito: tanti ingredienti, apparentemente incompatibili tra loro, danno vita a qualcosa di sorprendente, molto al di là delle aspettative iniziali.

Nell’interior design invece che farina, cacao, zenzero e cannella, abbiamo ferro, legno, gres porcellanato e luce; quest’ultima, sia naturale che artificiale, è spesso il segreto per la buona riuscita finale dell’insieme.

Se non siete convinti di tutto questo, vi invitiamo a dare un’occhiata alla galleria di immagini che racconta un beautycenter a Latina, recentemente ristrutturato su progetto della giovane architetto Carla Quintigliano. Non vi sembra che lo spazio, arioso e luminoso, sia perfettamente caratterizzato e riconoscibile?

Immaginiamo che la vostra risposta sia affermativa e così, un passo per volta, proviamo a scomporre l’insieme nei suoi diversi elementi per rivelarvi quanto il paragone con la ricetta che dicevamo sia davvero calzante.

Iniziamo dall’involucro architettonicoche, come vedete, è costituito da pareti molto articolate, piene o scavate, soffitti alti e un pavimento che, estendendosi per l’intera superficie a L del locale, genera insieme continuità e movimento.

Gli elementi sono numerosi, ma le scelte progettuali fanno sì che tutto concorra a definire uno spazio armonico e perfettamente funzionale.

Il bianco, distribuito a piene mani sulle superfici verticali e orizzontali, trova il perfetto contrasto nelle piastrelle scelte per il pavimento e il rivestimento in tre diverse collezioni Ragno. Tra queste c’è spazio per una base, costituita dalla variante acciaio del gres Boom nel formato 60 x 60, e per due serie di decori:

  • La prima, a pavimento, attinge dalla collezione Studio e, pur mantenendo lo stesso formato di Boom, lo declina in un affascinante gioco di velature che evoca le antiche cementine
  • La seconda, applicata a parete, accentua l’articolazione dei volumi con un sapiente gioco di incastri e concatenazioni ottenuto con le esagone dellacollezione Rewind.

Oltre al gres, però, c’è di più. C’è il ferro, lavorato in modo da preservarne il carattere grezzo e profondamente artigianale, utilizzato come intelaiatura strutturale per alcuni elementi d’arredo fissi, e c’è anche il legno. Quest’ultimo svolge un ruolo davvero importante: contribuisce a donare calore all’ambiente, accentuando la componente cromatica terrosa dei pavimenti e dei rivestimenti.

Fasce traslucide in vetroresina e bulbi luminosi distribuiti a grappolo per l’intera superficie del salone completano lo spazio, frammentando e ricomponendo le diverse visuali.

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